Salve lettrici e lettori,

questo articolo è il secondo episodio della serie che ho dedicato al libro “Il monaco che vendette la sua Ferrari.” Una favola spirituale. Di Robin Sharma.

Il primo articolo lo trovate http://iononhotempo.com/episodio-1-il-monaco-che-vendette-la-sua-ferrari-robin-sharma/ mentre qui racconterò il capitolo relativo alla seconda delle Sette Virtù per una vita migliore e felice.

PERSEGUI IL TUO SCOPO
Riaccendi il tuo fuoco interiore.
Scopo della vita è avere uno scopo nella vita. Scoprire e realizzare la tua missione porta alla gratificazione eterna”.

Dunque, sappiamo, dal precedente articolo, che l’autore paragona la mente ad un fertile giardino e che, se vogliamo farlo fiorire, non dobbiamo permettere ad erbacce e rifiuti tossici (ansie, paure e pensieri negativi) di entrarci.
Proseguendo con il racconto mistico al centro del giardino si trova un faro, serve per ricordarci che priorità definite e propositi ben articolati svolgono, nella nostra vita, le stesse funzioni del faro, cioè guida e rifugio quando si alzeranno le onde.
Tutti noi siamo liberi di cambiare rotta nella vita, ma senza priorità e propositi navighiamo senza meta.

Link al mio articolo sui metodi che uso per stabilire le priorità. http://iononhotempo.com/metodi-per-stabilire-le-priorita/

La maggior parte di noi crede che meno uno lavora, più è felice, invece la fonte della vera felicità è la: REALIZZAZIONE.
È così che accendiamo il nostro fuoco interiore.
I saggi di Sivana erano molto produttivi, ma non in modo malsano, frenetico e materiale, al contrario tutto ciò che facevano aveva un fine, la realizzazione dello scopo della vita, il tutto in modo efficacemente pacifico.

Per avere una realtà pienamente appagante è necessario individuare le mete da prefiggere nel corso della vita, di qualsiasi natura, fisiche, materiali, affettive e spirituali; mentre per trovare la gioia eterna bisogna individuare lo scopo della vita: il Dharma.

Il Dharma è basato sul principio per cui ognuno di noi ha delle qualità e dei talenti che ci servono per compiere la nostra missione sulla Terra.
Il segreto è scoprirli e di conseguenza scoprire la nostra missione.

Come?!
Ricorrendo al potere dell’esame di coscienza.
Si, ci sarà da affrontare l’ignoto per capire in che cosa riusciamo meglio, e ci saranno dei rischi per scoprire lo scopo della vita, ma non sono veri rischi, visto il risultato che si ottiene: LA CONOSCENZA DI SÉ.

“Non troverai la tua vera gioia dormendo, rilassandoti, o sprecando le ore nella pigrizia.”

Per raggiungere la felicità si deve riflettere sui traguardi positivi che vogliamo raggiungere, e su come comportarsi per raggiungerli.

Esplorando e conoscendo i nostri talenti, possiamo dedicarci alla missione che ci farà sentire realizzati; c’è chi aiuta l’umanità curando gli ammalati e chi creando opere d’arte, c’è chi si scopre ricco di comunicativa e diventa insegnante e chi ha idee innovative in campo economico o scientifico.

Avete presente quando desiderate una borsa, per esempio, e iniziate a vederla ovunque?
Questo è il risultato della mente concentrata!
Quindi per individuare i nostri talenti, capire cosa ci rende felici e scoprire le nostre passioni, è bene concentrare la nostra mente alla scoperta di noi stessi.
La mente, come un filtro, scartera’ le cose meno importanti, e ci passerà solo le informazioni di cui abbiamo bisogno in quel momento.

John si rende conto che la sua vita è molto bella, ma non proprio estremamente gratificante, così ripensa a quando, da bambino, perdeva la cognizione del tempo dipingendo. Si sentiva in paradiso quando prendeva i pennelli, provava un senso di libertà assoluta, fino a quando non è stato risucchiato dalla professione, con la promessa di una vita più sicura.
Julian propone di ricominciare a dipingere, anche pochi minuti al giorno, perché forse il suo Darhma è allietare il mondo con le sue tele.

“Siamo formati e forgiati da ciò che amiamo.” Goethe.

Il segreto è essere disciplinati, avere chiara la propria missione e assicurarsi che sia utile agli altri.

È  importante avere obiettivi chiari che riusciamo a vedere, nero su bianco, e capire dove stiamo andando, altrimenti sarà come cercare di colpire un bersaglio da bendato, un disastro. Robin Sharma consiglia di prenderci 10 minuti al mese per riflettere sulla nostra vita, altrimenti faremo ciò che stiamo già facendo, passare la vita a sognare di essere più felici, più sereni, più appassionati, più ricchi etc…

È estremamente importante pianificare; chi desidera un miglioramento sia interno che esterno, dovrebbe prendere carta e penna e partire dal definire piccoli propositi, questo darà il via libera alla nostra creatività e farà si che si apra la strada del nostro scopo di vita.

A John venne in mente il motto del suo allenatore di football “sappi sempre dove vuoi arrivare”, non entravano mai in campo senza un chiaro piano di gioco programmato per vincere.
Chissà perché non ci si impegna a ideare un piano di gioco della nostra vita.

Ma cosa c’è di cosi’ straordinario nell’atto dello scrivere?
È un vero e proprio processo scientifico automatico, mettendo su carta il mio desiderio, mando un segnale al subconscio che dice che questo pensiero è il più importante tra i 59.999 pensieri che formuliamo, e così la mente si adopera ad esplorare tutte le occasioni per realizzare quel desiderio.

John (ricordiamoci che è uno di noi) chiede se questa filosofia si può applicare per scopi meno esoterici, per esempio buttar giù la pancia.
Julian sottolinea che è proprio partendo dalle piccole cose, da obiettivi minori che alleniamo la nostra determinazione.

Per realizzare tutti i propositi i saggi di Sivana usavano il  metodo delle 5 tappe.

1.VISUALIZZARE.
Il primo passo è visualizzare il risultato finale.
Quindi a John e’ stato consigliato di immaginarsi, ogni mattina, snello, in forma e pieno di energia.
Il semplice atto di immaginare l’obiettivo, avvia il processo di realizzazione.

2. ESERCITARE UNA PRESSIONE POSITIVA.
Siamo abituati a vedere la pressione in modo negativo, ma non sempre è così, anzi è uno stimolo che serve per non ricadere nelle vecchie abitudini, responsabili del non farci mantenere le nostre decisioni.
John dovrà dichiarare alle persone che conosce che ha deciso di perdere il peso in eccesso così, per non fallire, esercitera’ la sua pressione positiva.

3. FISSARE UNA SCADENZA
Ancor prima di formulare un proposito, bisogna stabilire una tabella di marcia.
(La mia social-amica Katarina starà sorridendo.)
Per fissare un obiettivo serve una scadenza messa per iscritto, altrimenti resta vago.
Julian consiglia di prendere un quaderno e di scriverci di tutto, desideri, obiettivi e aspirazioni; questo strumento servirà per conoscerci meglio, si, sembra assurdo ma noi non ci conosciamo affatto.

“I cinesi definiscono l’immagine in questi termini: ci sono tre specchi che compongono l’immagine riflessa di una persona; il primo è come vedi te stesso, il secondo è come ti vedono gli altri, e il terzo riflette la verità.”

4. IMPEGNARSI PER ISCRITTO.
Torniamo al nostro quaderno, perché anche nel migliorarsi c’è della creatività.
Dividiamolo in sezioni corrispondenti ai vari ambiti della nostra vita, e in ciascuna sezione elenchiamo i propositi relativi a quell’ambito.
Per esempio: ambito BENESSERE FISICO.
I propositi potrebbero essere:
– camminare 15 minuti al giorno;
– limitare i cibi confezionati;
– assumere degli integratori;
– organizzarsi con i pasti.

Ho creato una Challenge con il metodo che uso da 10 anni per pianificare i pasti, questo è il link http://iononhotempo.com/menu-challenge-i-5-passi-per-creare-un-piano-alimentare/

Ed ovviamente sfogliamo il nostro LIBRO DEI SOGNI ogni giorno e mettiamo in atto le azioni che noi stessi abbiamo stabilito.

“Il segreto del successo è la COSTANZA del proposito.”
Benjamin Disraeli

Si accenna anche la tecnica della VISUAL BOARD, ma non è approfondita come vorrei, magari ve ne parlerò in un articolo dedicato.

5. MAGICA REGOLA DEL 21.
Il passo conclusivo è creare la nuova abitudine, praticando l’azione per 21 giorni consecutivi.

Personalmente ho letto diverse teorie sul numero effettivo di giorni, ma il nocciolo del discorso è lo stesso, una cattiva abitudine non si elimina, ma si sostituisce svolgendo appunto la nuova azione in modo costante; la RITUALITÀ ha una grande forza.
Se per esempio il nostro obiettivo è svegliarci mezz’ora prima del solito, dobbiamo tenere duro fino a quando non diventerà facile e meccanico come lavarsi i denti.
Secondo Robin Sharma “il processo di insediamento avviene in circa 21 giorni, il tempo necessario affinché si sviluppi una nuova sequenza neurale.”

Link dell’articolo sui consigli per cambiare le cattive abitudini.http://iononhotempo.com/4-consigli-per-cambiare-le-cattive-abitudini/

◇◇◇

Un giorno senza una risata e senza amore è un giorno senza vita”, quindi GODITI IL CAMMINO.
In che modo?
Con il DIVERTIMENTO, la PASSIONE ed il CONTROLLO.

• Mentre lavoriamo sui nostri propositi ricordiamoci che questo giorno, e questo preciso momento è un regalo, diamo quindi libero sfogo all’allegria, alla curiosità e alla vitalità.

• Rivendichiamo la passione per la vita, la gioia di svegliarci ogni mattina pieni di forza ed entusiasmo; ci siamo quasi abituati a fare determinate cose solo perché si devono fare, e a non fare invece ciò che ci piace, questa è la ricetta dell’infelicita’.


• Prendiamo il pieno controllo della nostra vita, decidendo una volta per tutte di essere i padroni del nostro destino.

“Vai per la tua strada, scopri la vocazione e gustati l’estasi di una vita ispirata.”
Robin Sharma.

♡♡♡ 

E ricordate: Leggendo, imparo! Facendo, cambio!

Alessia

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Grazie per il vostro tempo e la vostra attenzione.
Mi farebbe piacere conoscere i vostri pensieri a riguardo, le vostre riflessioni ed esperienze.
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Grazie di cuore. ❤
Alessia.

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Cattive abitudini

2 risposte

  1. Sei una forza Alessia. Mi piace ciò che scrivi e il modo … Sono d'accordo su tutto e sottolineo, capito sulla mia pelle, che la COSTANZA e la DETERMINAZIONE sono alla base di ogni risultato. Ho notato anche che sono "caratteristiche" non innate e neanche insegnate, motivo per cui uno riesce e centi no 😔 Buon lavoro cara.

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